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I social più utilizzati nel 2021

Quali sono le piattaforme social più utilizzate nel 2021? Ce lo dice Blogmeter, l’istituto di analisi social, nella sua tradizionale ricerca “Italiani e Social Network”.
Il report ha evidenziato, a grande sorpresa, il sorpasso di YouTube, che si posiziona al primo posto tra le piattaforme social maggiormente utilizzate, con una frequenza di visita del 90% negli ultimi 12 mesi. Facebook viene così declassato al secondo posto, perdendo il 3% degli utenti in un anno.
Guadagna invece molte nuove iscrizioni Instagram, affermandosi ancora una volta al terzo posto nella classifica Blogmeter.
Ciò che ha fatto più scalpore, però, è stata l’impennata del social emergente TikTok, che è passato dal 16% del 2020 a oltre il 40% di utilizzo nell’anno corrente.

Ma cosa fanno gli italiani sui social network? Un utente su quattro ammette di voler principalmente restare in contatto con amici e parenti e, più in generale quasi la totalità delle persone usa le piattaforme per svago. Solo il 28% usa i social per tenersi aggiornato.
E infine, l’argomento più gettonato? Chiaramente la Sostenibilità. Le conversazioni con focus ambientale hanno infatti generato oltre il 200% delle interazioni rispetto al 2020.

Qual è la reazione che utilizzate più spesso? E quale preferite vedere sotto i post della vostra attività? Siamo pronti a scommettere che siano “pollici all’insù” e “cuori”, ma a quanto pare dovete ricredervi perché la reazione che fa ottenere più visibilità è la 😡 faccina arrabbiata.

È una delle numerose scoperte del caso Facebook Papers nato dalle rivelazioni dell’ex manager di cui vi abbiamo già parlato e che iniziano a far luce sul perché la disinformazione ha avuto terreno fertile su Facebook. Sembra che già a partire dal 2017 la faccetta arrabbiata valesse quanto 5 “Mi Piace”. Questa reazione è spesso legata a contenuti sensazionalistici non corrispondenti al vero, elaborati appositamente con lo scopo di suscitare maggiori interazioni.

Meta: sei proprio tu Facebook?

Faceboook Inc, inteso come gruppo e non come singolo social, cambia nome e diventa Meta.
Il rebranding era necessario visto la volontà di muoversi sempre più nel mondo della realtà virtuale al punto da parlare della creazione di un metaverso, nella teoria una simulazione multisensoriale della realtà fisica in cui fare esperienze da soli o in compagnia.

Curioso però che l’azienda non si sia focalizzata su un nome e un simbolo particolarmente distintivo e originale. Il simbolo dell’infinito è, infatti, molto utilizzato per il suo significato largamente conosciuto e la conseguente forte capacità evocativa.

Certo si può sempre personalizzare, ma pare non sia stato fatto abbastanza visto che praticamente subito l’app M-sense ha fatto notare la somiglianza con il proprio logo.

Per quanto riguarda il nome vi basterà cercare sui motori di ricerca per vedere quante aziende si chiamano così, almeno parzialmente e ce n’è pure una che lo ha registrato proprio negli USA. Chicca delle chicche in ebraico “meta” è un aggettivo che significa morta, non molto bene per un marchio globale!