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Le foto degli altri utenti

Avete mai sentito parlare di contenuti generati dagli utenti? Non sono altro che le foto, le recensioni, i video, i pensieri pubblicati da ognuno di noi su internet. Per le aziende questi contenuti sono di grande interesse, soprattutto quando riguardano i prodotti ed i servizi da esse offerti.

Secondo un recente report di bazaarvoice®, agenzia di marketing internazionale, sui social il 64% degli utenti preferisce che i brand utilizzino nei propri post contenuti generati dagli utenti rispetto a scatti professionali di prodotto.

Il 74% degli intervistati desidera questo tipo di contenuti anche sui siti di vendita. Facebook è la piattaforma social più probabile su cui acquistare un prodotto (26%). Instagram lo è per il 17,4%, valore che sale al 27% tra i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 34 anni. La tipologia di contenuti social che più influenzano le decisioni di acquisto sono foto e video.

Facebook ha raggiunto l’accordo con il Governo Australiano e nei prossimi giorni reintrodurrà le notizie nella sua piattaforma. Il paese ha appena approvato una legge che ha l’obbiettivo di costringere i big del web a pagare i media per la ripresa delle loro notizie. Come questi giganti guadagnino dalle news, senza riconoscere dei compensi agli editori, è una questione attuale e ancora aperta non solo in Australia, ma in tutto il mondo.

Hashtag messi al bando

Gli hashtag sono uno degli strumenti che permettono di ampliare la visibilità dei propri post sui social tuttavia su Instagram possono causare l’effetto opposto. Questo capita quando si utilizza un hashtag che ha subito un ban, cioè una sospensione temporanea o permanente. Vi starete domandando il perché di queste sospensioni ed è presto detto. È uno dei modi che la piattaforma utilizza per bloccare la diffusione di contenuti che violano le sue linee guida. L’effetto è che un post che contiene anche solo uno di questi hashtag non avrà alcuna visibilità nemmeno per gli altri.

Non è così scontato però evitare gli hashtag sospesi, infatti Instagram non offre una lista aggiornata e anche hashtag che possono sembrare “innocenti” possono incorrere in questa sanzione se utilizzati in modo massiccio per fare spam. Quindi è sempre bene controllare prima di pubblicare un nuovo post.