Nel cuore di un’epoca dominata dai like, dagli algoritmi e dalla perenne connessione, Polaroid lancia un invito gentile ma deciso: tornare a vivere davvero. Con la campagna “Camera for an Analog Life”, il brand celebra il lancio della nuova Polaroid Flip e, con esso, un modo più autentico e lento di guardare il mondo.
Protagonista è una fotocamera istantanea pensata per catturare sorrisi sinceri, abbracci reali, momenti familiari e vacanze senza filtri, senza la pressione di doverli condividere immediatamente.
Il messaggio arriva dritto al punto: basta rincorrere feed e notifiche, è tempo di riscoprire la bellezza dell’attimo presente. Un invito a scegliere storie vere – Real Stories Not Stories & Reel – e a ricordare che nessuno, sul letto di morte, si pente di non aver passato più tempo su uno schermo. La campagna si sviluppa tra le strade frenetiche di Londra e New York, nei pressi di Apple Store e sedi di big tech, lì dove il digitale domina. I visual emozionano con istantanee genuine, mentre i copy colpiscono con domande provocatorie che mettono in discussione il nostro rapporto con la tecnologia e con il tempo.
Non solo affissioni: Polaroid organizza anche passeggiate senza telefono a Parigi, Tokyo, Londra.
Momenti collettivi per rallentare, osservare, fotografare e magari spedire una cartolina, riscoprendo il piacere delle connessioni vere.
Con la voce di Patricia Varella, brand director di Polaroid, il concetto è chiaro: «Siamo creature analogiche». La nuova Flip diventa così simbolo di una rivoluzione silenziosa, quella che ci riporta a vivere con tutti i sensi, perché il meglio accade sempre nel mondo reale.

E voi che emoticon usate?
Il 17 luglio si è celebrata la Giornata mondiale delle emoji, nate in Giappone e oggi usate globalmente con 10 miliardi di invii al giorno. Le più popolari? Il cuore rosso e la faccina che piange, ma le emoji come le conosciamo oggi con disegni e grafica sono nate in Giappone a fine degli anni Novanta.
La prima faccina è stata creata da Shigetaka Kurita che lavorava per un’azienda di telecomunicazioni. È stata poi Apple a sdoganare le emoticon inserendole all’interno dell’iPhone fin dalla sua distribuzione nel 2008.
Secondo il sito Emojipedia, la Generazione Z, quella dei nativi digitali, sta stravolgendo il significato di alcune emoticon tradizionali, anticipando nuove tendenze per il 2025.
ENGINE non è solo un gin. È una corsa a tutta velocità nei ricordi di un’Italia fatta di officine, benzina e libertà. Un prodotto che nasce da una visione ben precisa: mescolare l’eccellenza del made in Italy con l’immaginario potente del mondo dei motori, delle corse su strada e delle passioni autentiche.
L’idea prende forma grazie a Paolo Dalla Mora, imprenditore con esperienza nel mondo della moda e del lifestyle, e una forte connessione con le Langhe, terra da cui ENGINE trae ispirazione e ingredienti. Qui, tra colline e distillazione artigianale, nasce un gin 100% biologico che unisce salvia, limone della Costiera Amalfitana e ginepro piemontese. Ma la vera scintilla è il packaging: ENGINE si presenta in una lattina di olio motore vintage, con una grafica essenziale e decisa. Non è un vezzo estetico, ma una dichiarazione d’identità. Ogni dettaglio richiama il mondo delle corse, dei rally anni ’80, dell’adrenalina e della libertà di chi vive “on the road”.
ENGINE rompe gli schemi del gin tradizionale. Non parla solo agli amanti del distillato, ma a chi cerca un’esperienza visiva, culturale e simbolica. La comunicazione si sviluppa tra social media, eventi pop-up e collaborazioni di nicchia, sempre fedele al suo immaginario da “garage di lusso”.
Oggi ENGINE è distribuito in Italia e all’estero, presente nei migliori cocktail bar e sempre più riconoscibile grazie a una brand identity forte, coerente e fuori dagli schemi.
È la prova che anche nel mondo degli spirits, raccontare una storia autentica fa la differenza.
