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Controllo sui commenti

Facebook sta introducendo una nuova funzionalità che può risultare tanto utile alle persone quanto alle aziende. Si tratta della possibilità di restringere, per ogni singolo post, la possibilità degli altri utenti di commentare. Se siete un’azienda e dovete pubblicare un post su un argomento controverso o per cui non avete il tempo di gestire i commenti, questa nuova funzionalità vi metterà al riparo da conversazioni indesiderate velocizzando il vostro lavoro. Degli esempi?

Il post in cui mettete in evidenza un prodotto e per cui desiderate che le persone seguano il link verso il sito web, che invece viene tempestato da commenti tutti uguali del tipo “prezzo?”, oppure l’offerta di lavoro per la quale indicate come contatto un indirizzo email o un numero di telefono ed invece vi ritrovate con decine di commenti “sono interessato”.

L’obiettivo è di creare delle conversazioni maggiormente significative e interessanti. Tra tutte le pagine che abbiamo in gestione è già attiva solo per una attività, perciò, se non la vedete, dovete avere ancora un po’ di pazienza.

Facebook è gratuito? Per le aziende lo è sempre meno, dato che per ottenere la stessa visibilità di un tempo devono ricorrere alle inserzioni pubblicitarie sul social stesso.

Per le persone diremmo dipende dal valore che ognuno da ai propri dati personali, considerando che sono molti quelli che concediamo in un modo o nell’altro a Facebook.

Quel valore economico che il consiglio di Stato, con una sentenza del 29 marzo, afferma senza dubbi a difesa di tutti: “Un servizio che sfrutta i dati personali per il proprio business non può sostenere che tale servizio sia totalmente gratuito“.

I dati? Rubati nel 2019

Avete sentito la notizia di questi giorni relativa ad un furto di dati ai danni di Facebook? Ebbene quei dati sono stati rubati nel 2019. L’assoluta mancanza di tempestività della comunicazione fa sorgere più di qualche dubbio su come il social gestisca i nostri dati, d’altra parte gli attacchi si fanno sempre più sofisticati e pervasivi (banche, sanità, telefonia, …).

Sarebbero 36 milioni gli italiani coinvolti come vittime e per i quali è stato esposto il numero di telefono e il Facebook ID (il codice che Facebook ha associato in modo univoco ad ogni profilo).

Cosa comporta? Che i messaggi per cercare di truffarvi non solo potrebbero arrivarvi sul cellulare e sulla email, ma potrebbero anche contenere informazioni personali corrette come il vostro nome e cognome o il fatto di essere sposati.

Mantenete sempre alta l’attenzione, verificate chi è il reale mittente e non inserite mai dati di accesso o bancari se non siete più che certi. Potete controllare se anche i vostri dati sono stati rubati grazie a questo servizio https://haveibeenzucked.com/