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My Business sui POS

L’importanza delle schede My Business per le aziende locali è indubbia, rappresenta certamente una delle possibilità più concrete, per tante piccole aziende, di comparire nei primi risultati dei motori di ricerca da smartphone o sulle mappe da computer.
Cosa è già frequente in quasi tutte queste attività locali e che sarà sempre più diffuso, già a partire dal prossimo futuro? Il pagamento tramite POS.
Date queste premesse non stupisce l’accordo tra Google e Nexi per trasformare lo SmartPOS in uno strumento che le attività possano utilizzare, oltre che per accettare pagamenti, anche per gestire la pagina My Business postando immagini, offerte, rispondendo alle recensioni e tenendo i contatti con clienti e potenziali tali.

L’accordo rappresenta una facilitazione per gli esercenti e un passo in più per la digitalizzazione dei loro punti vendita.
Chiudiamo questa notizia con una domanda per te: la tua attività ha già preso la proprietà della corrispondente scheda My Business?

La creazione di contenuti su LinkedIn è aumentata del 60% rispetto allo scorso anno.

In un’intervista il direttore marketing dell’azienda indica picchi di coinvolgimento in articoli relativi alla Business continuity, ai servizi Cloud, ai video streaming e alla Cybersecurity.

Per quanto riguarda le piccole e medie imprese, le tematiche che generano il maggior coinvolgimento sono: strategie per Start-up, raccolta di capitali e fondi, Business e small business. Invece tra gli hashtag più utilizzati troviamo #Marketing e #Leadership.

Ricerca di YouTube

I video sono la tipologia di contenuti più in voga al momento, per questo c’è molto interesse sulle best practice per realizzarli e diffonderli. Se anche voi pensavate di inserire i video nella vostra strategia di comunicazione e magari aprire un canale Youtube per la vostra azienda, sappiate che Google ha realizzato un sito web per spiegare come funziona la ricerca della piattaforma.

Il sito si chiama “How YouTube Works” e approfondisce i vari aspetti del funzionamento di Youtube. Il sistema di classificazione delle ricerche di YouTube ordina oltre 500 ore di contenuti caricati ogni minuto per trovare i risultati più pertinenti per una query.

Lo fa tramite tre elementi principali: rilevanza (nella quale ricadono fattori come il titolo, i tag, la descrizione e i contenuti video stessi) coinvolgimento (ad esempio il tempo di visione di un determinato video per una determinata ricerca); qualità (dove rientrano segnali che possono aiutare a determinare quali canali dimostrano competenza, autorevolezza e affidabilità).