I social si assomiglieranno sempre di più? Alcuni degli ultimi aggiornamenti annunciati da Instagram e Facebook sembrano andare in questa direzione.
Instagram per esempio darà agli utenti la possibilità di personalizzare ulteriormente i contenuti del loro feed selezionando l’opzione “Il tuo algoritmo“, che permette di accedere a una sezione che sfrutta l’AI per proporre contenuti ancora più focalizzati sui propri interessi e gusti.
L’aggiornamento è già disponibile negli Stati Uniti per i Reels.
Se questa mossa potrebbe essere una risposta a TikTok, Instagram sembra volersi mettere al passo anche con YouTube. Captando l’abitudine che abbiamo di inviare e guardare i reel con gli amici, la piattaforma ha lanciato un test per una nuova app pensata per vedere i reel sulla tv di casa, ripensando anche l’esperienza utente. Anche in questo caso, al momento l’applicazione è scaricabile solo negli USA (solo per Amazon Fire TV).
E Facebook? Il social di Zuckerberg ha in programma una serie di aggiornamenti improntati alla facilità d’uso e all’intuitività, che lo avvicinano molto a Instagram, grazie all’adozione di alcune feature simili.
Tra queste ci sono i “Mi piace” tramite doppio clic; le griglie di contenuti più ordinate; gli strumenti più utilizzati in evidenza nella tab bar; una modalità di creazione di storie e post più semplice e delle funzioni che facilitano la ricerca di persone con interessi simili.

Perché i prodotti kawaaii funzionano?
Questo termine giapponese intercetta un gusto per le cose tenere e carine diffuso in realtà in tutto il mondo. Secondo alcuni studi questi oggetti stimolano il nostro affetto ed empatia perché ci ricordano le sembianze dei bambini.
Un altro fenomeno interessante è quello che ci porta a vedere delle facce anche negli oggetti che non ne hanno, come macchine e semafori: si parla di pareidolia.
In pratica il nostro cervello riconosce dei pattern familiari anche se non sono effettivamente presenti, cercando di attribuire loro un senso.
Il 2025 è quasi finito e gli accessori come i Labubu sono ormai un trend del passato. O forse no?
Un nuovo progetto di creazione nipponica ha incuriosito la piattaforma di crowdfunding Kickstarter: il robottino Mirumi.
Il nome, dal suono adorabile, come del resto lo è il pupazzetto (una sorta di chewbecca kawaii portatile disponibile in tre colori) deriva dall’unione di due parole in giapponese, ovvero miru, che significa guardare e nuigurumi, cioè peluche.
Si tratta, infatti, di un giocattolo peloso da compagnia che si attacca (o per meglio dire si aggrappa) alla borsa ed è in grado di reagire in modo spontaneo agli stimoli grazie a un algoritmo che randomizza le sue risposte.
Un simil-Furby capace, per esempio, di rispondere naturalmente alle carezze sulla testa, girasi incuriosito verso le fonti di suono e di compiere tanti piccoli movimenti.
Tutto questo grazie a dei sensori che rilevano tocco e suono inviando segnali attraverso un chip, che lo “anima” grazie a dei servomotori. E se si scarica non c’è problema: è lui stesso a comunicarlo scuotendo la testa.
Il progetto, che è stato presentato all’ultimo Consumer Electronics Show di Las Vegas, sta attualmente raccogliendo fondi per ultimare la sua realizzazione.
