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nr.178
18 Dicembre 2025

4 minuti di tempo

Algoritmo personalizzato e semplicità

Le novità di Meta per Instagram e Facebook

I social si assomiglieranno sempre di più? Alcuni degli ultimi aggiornamenti annunciati da Instagram e Facebook sembrano andare in questa direzione.

Instagram per esempio darà agli utenti la possibilità di personalizzare ulteriormente i contenuti del loro feed selezionando l’opzione “Il tuo algoritmo“, che permette di accedere a una sezione che sfrutta l’AI per proporre contenuti ancora più focalizzati sui propri interessi e gusti.
L’aggiornamento è già disponibile negli Stati Uniti per i Reels.

Se questa mossa potrebbe essere una risposta a TikTok, Instagram sembra volersi mettere al passo anche con YouTube. Captando l’abitudine che abbiamo di inviare e guardare i reel con gli amici, la piattaforma ha lanciato un test per una nuova app pensata per vedere i reel sulla tv di casa, ripensando anche l’esperienza utente. Anche in questo caso, al momento l’applicazione è scaricabile solo negli USA (solo per Amazon Fire TV).

E Facebook? Il social di Zuckerberg ha in programma una serie di aggiornamenti improntati alla facilità d’uso e all’intuitività, che lo avvicinano molto a Instagram, grazie all’adozione di alcune feature simili.

Tra queste ci sono i “Mi piace” tramite doppio clic; le griglie di contenuti più ordinate; gli strumenti più utilizzati in evidenza nella tab bar; una modalità di creazione di storie e post più semplice e delle funzioni che facilitano la ricerca di persone con interessi simili.

meta

Perché i prodotti kawaaii funzionano?

Questo termine giapponese intercetta un gusto per le cose tenere e carine diffuso in realtà in tutto il mondo. Secondo alcuni studi questi oggetti stimolano il nostro affetto ed empatia perché ci ricordano le sembianze dei bambini.

Un altro fenomeno interessante è quello che ci porta a vedere delle facce anche negli oggetti che non ne hanno, come macchine e semafori: si parla di pareidolia.

In pratica il nostro cervello riconosce dei pattern familiari anche se non sono effettivamente presenti, cercando di attribuire loro un senso.

L'evoluzione dei charm da borsa si chiama Mirumi

Il 2025 è quasi finito e gli accessori come i Labubu sono ormai un trend del passato. O forse no?

Un nuovo progetto di creazione nipponica ha incuriosito la piattaforma di crowdfunding Kickstarter: il robottino Mirumi.

Il nome, dal suono adorabile, come del resto lo è il pupazzetto (una sorta di chewbecca kawaii portatile disponibile in tre colori) deriva dall’unione di due parole in giapponese, ovvero miru, che significa guardare e nuigurumi, cioè peluche.

Si tratta, infatti, di un giocattolo peloso da compagnia che si attacca (o per meglio dire si aggrappa) alla borsa ed è in grado di reagire in modo spontaneo agli stimoli grazie a un algoritmo che randomizza le sue risposte.

Un simil-Furby capace, per esempio, di rispondere naturalmente alle carezze sulla testa, girasi incuriosito verso le fonti di suono e di compiere tanti piccoli movimenti.

Tutto questo grazie a dei sensori che rilevano tocco e suono inviando segnali attraverso un chip, che lo “anima” grazie a dei servomotori. E se si scarica non c’è problema: è lui stesso a comunicarlo scuotendo la testa.

Il progetto, che è stato presentato all’ultimo Consumer Electronics Show di Las Vegas, sta attualmente raccogliendo fondi per ultimare la sua realizzazione.

meta e mirumi