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nr.176
23 Ottobre 2025

4 minuti di tempo

Il marketplace Europeo

Kaufland sfida i colossi come Amazon e Temu con un marketplace europeo

La nota catena tedesca di ipermercati Kaufland appartenente al gruppo Schwarz (di cui fa parte anche Lidl) ha deciso di sfidare i colossi americani o cinesi come Amazon e Temu proponendo un marketplace europeo. Dopo Germania, Austria e l’Est Europa la piattaforma è sbarcata in Italia a fine estate.

Si tratta di un’alternativa che punta sulla convenienza e sulla semplicità, oltre che sul rispetto delle normative e su una maggiore trasparenza sulle informazioni riguardanti i venditori. A differenza di Amazon, infatti, la piattaforma non vende i propri prodotti, ma agisce da intermediario tra gli acquirenti e i rivenditori terzi, che con la loro registrazione decidono di renderli disponibili in tutti i paesi in cui il marketplace è presente. Kaufland invece gestisce la parte di assistenza clienti. Con circa 6.400 categorie, l’offerta spazia dall’elettronica all’arredamento fino ai generi alimentari e consente di utilizzare una vasta gamma di metodi di pagamento.

Al momento non sembra esistere uno studio ufficiale che conduca un confronto tra i prezzi dei prodotti, ma di primo acchito pare ci sia una forte discrepanza (quantomeno nella tecnologia) rispetto al colosso americano. Il primo banco di prova potrebbe essere proprio il prossimo black friday, che è alle porte, e potrebbe quindi darci qualche dato in più sull’andamento del nuovo marketplace che vorrebbe conquistare il cuore degli europei.

Marketplace Ai

Per indicare il proliferare della giungla di contenuti digitali di bassa qualità generati dall’intelligenza artificiale, come ad esempio foto, video e testi scritti, è stato coniato il termine AI Slop o sbobba AI.

Alcune teorie ipotizzano una svolta paradossale: si parla di un AI che andrà incontro a un processo degenerativo o addirittura al collasso del modello quando comincerà ad autoalimentarsi di contenuti imprecisi o di scarsa qualità.

Tra i forum online da tempo circola invece la cosiddetta Dead Internet Theory, secondo la quale l’internet che conoscevamo, fatto di contenuti creati da esseri umani sarebbe morto, lasciando spazio a quelli prodotti dalle intelligenze artificiali.

Dive Deeper!

AI Overview, la funzionalità AI di Google Search che riassume i risultati delle ricerche è appena arrivata Italia (marzo 2025) e stiamo già assistendo a un ulteriore passo verso l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei motori di ricerca: dall’8 ottobre AI Mode è disponibile anche in Italia.

Con un clic Google si trasforma in un motore di ricerca con interfaccia conversazionale. Il modello, basato su Gemini, supporta domande più lunghe e complesse di quelle tradizionali con l’intento di fornire una ricerca più approfondita e sfaccettata grazie alla tecnica del “query fan-out”, che scompone le domande in sottotemi, avviando più ricerche nello stesso momento. Il sistema, che funziona non solo con prompt testuali, ma anche vocali o visivi, è probabilmente la risposta alla forte concorrenza creata dalle AI come Chatgpt.

Mentre la corsa verso l’intelligenza artificiale continua, l’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) si adatta: si parla di AIO (Artificial Intelligence Optimization) di GEO (Generative Engine Optimization), e di AEO (Answer Engine Optimization). Si tratta sostanzialmente di un insieme di strategie che studiano come strutturare i contenuti perché vengano utilizzati dall’AI o di analizzare se, con che frequenza e in che modo questi contenuti vengono citati come fonti o menzionati all’interno del testo generato.

L’ottimizzazione per l’AI sta acquisendo sempre più rilevanza in settori molto diversi tra loro. A cambiare non sono solo le abitudini di ricerca e acquisto dei consumatori finali: alcuni studi rilevano un uso diffuso anche tra i buyer B2B. Tra le attività più frequenti vi sono, ad esempio, la ricerca di venditori; il confronto tra prodotti e servizi analoghi; la ricerca di opinioni, recensioni e chiarimenti.

Insomma, avere un sito con un buon posizionamento, cioè apparire tra i primi risultati nei motori di ricerca, non sembra essere più sufficiente. Ignorare totalmente l’AI nemmeno. È necessario adottare una strategia.

Marketplace Ai