L’influencer avrebbe ceduto almeno una parte della sua società Step Distinctive Limited alla società quotata americana Rich Sparkle Holdings, diventando allo stesso tempo azionista di maggioranza di quest’ultima e attribuendole i diritti per la gestione di tutto ciò che riguarda la parte economica del brand Khaby Lame.
Un affare da record che si aggira intorno ai 975 milioni di dollari che, oltre che per la cifra da capogiro, ha fatto molto parlare a causa di una delle attività in accordo.
Sembrerebbe, infatti, che sia in corso lo sviluppo di alcune tecnologie basate sull’AI al fine di creare un gemello digitale di Lame.
Ciò sarebbe possibile anche grazie all’utilizzo dei dati biometrici dell’influencer, sfruttati per ricreare in tutto e per tutto le sue sembianze, le movenze e la voce.
Una sorta di inarrestabile macchina di contenuti multilingua da sfruttare in più occasioni, anche per quelle in cui l’influencer ci mostra come fare in modo ovvio qualcosa che abbiamo complicato troppo.

Vediamo l’infanzia attraverso delle lenti colorate?
Se è vero che la nostalgia può influire sui nostri ricordi, rendendoli più allegri e spensierati, alcuni studi affermano che con l’avanzare dell’età il modo in cui vediamo alcuni colori cambi effettivamente.
I nostri occhi tenderebbero infatti a percepire alcune tonalità come meno vivide o più spente e sbiadite.
A peggiorare la situazione si aggiungono alcuni trend di design e architettura molto in voga negli ultimi decenni che prediligono l’utilizzo di tonalità neutre e di svariate sfumature di grigio (no pun intended).
Per celebrare i 40 anni dell’arrivo del brand in Italia, McDonald’s fa un tuffo nel passato.
“Ti sblocco un ricordo, ti sblocco un panino!”, così recita lo slogan la campagna lanciata a Gennaio da McDonald’s Italia che punta tutto sull’effetto nostalgia.
Un’operazione che lega la riedizione di tre dei suoi panini più famosi come il CBO, il 1955 e il McRoyal Deluxe all’immaginario della tv per ragazzi degli anni 80, il momento del boom degli anime giapponesi.
A partire dagli anni ’70 i cartoni animati nipponici in serie, trasmessi prima della televisione pubblica e poi dalle emittenti private, infatti, hanno acquisito un enorme successo in tutta Italia, diventando parte della nostra pop culture.
Senza contare poi che la loro longevità nei palinsesti ha permesso di abbracciare un pubblico molto vasto che va dalla Generazione X ai Millennial.
E quale migliore rappresentante di questa cultura, se non Cristina D’avena, colei che ha cantato le sigle di decine e decine di cartoni animati e addirittura interpretato la versione live action di Kiss me Licia (per capirci quella delle fettine panate)?
È proprio lei a cantare i jingle dei nuovi spot di McDonald’s, reinterpretando classici come Ufo Robot e Occhi di Gatto in chiave pubblicitaria.
Il ritornello di Occhi di Gatto diventa così: “Oggi da Mac, tornano i tre, son tre panini che ha fatto un patto, rivisti poi con un abile scatto”, mentre tre ragazze si trasformano nelle sorelle della serie in una sequenza animata.
