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Visibilità su Instagram

In un articolo del proprio blog, Instagram ha rivelato alcuni principi generali con cui l’algoritmo governa la visibilità e la distribuzione dei Post, delle Storie, dei Reels e della sezione Esplora.

Per essere precisi viene spiegato che Instagram utilizza più algoritmi basati su “segnali” diversi o con diverso peso.

Questo perché le varie sezioni dell’applicazione vengono utilizzate dagli utenti per funzioni e con intenti diversi. Ad esempio le persone tendono a cercare i loro amici più stretti nelle Storie, mentre vogliono scoprire qualcosa di completamente nuovo in Esplora.

Quindi per Esplora viene attribuito più peso alla velocità con cui un contenuto riceve apprezzamenti e se in passato l’utente aveva già interagito con il profilo autore del post.

Per i Post e le Storie l’algoritmo considera maggiormente le informazioni sul contenuto, l’autore e le attività del destinatario. Infine per i Reels sono le attività e le interazioni del destinatario ad avere più peso.

Il codice sorgente originale del “www” creato da Tim Berners-Lee, unanimemente considerato il papà della rete, sarà messo all’asta come NFT (non-fungible token).

L’inventore non aveva mai guadagnato dalla sua creazione; infatti, per scelta, non aveva mai brevettato il codice sorgente dietro al web e nemmeno il suo primo browser. Da quanto dichiarato l’incasso sarà devoluto in beneficenza, anche se non sono stati resi noti i riceventi.

Gli NFT sono moderni certificati “di proprietà” su opere digitali. Con un NFT si acquista la possibilità di dimostrare un diritto sull’opera, garantito tramite smart contract (protocolli informatici per la verifica e l’esecuzione di contratti).

Android e motori di ricerca

Se avete o avete avuto un dispositivo Android sapete bene che Google Chrome è il browser predefinito e preinstallato su questi strumenti, ma non per molto ancora. Da settembre sui tablet e gli smartphone in vendita in Unione europea, gli utenti, al momento della configurazione iniziale, si troveranno di fronte ad una schermata in cui potranno scegliere il loro browser. 

Saranno inseriti nella parte superiore della schermata i 5 motori di ricerca più utilizzati nel paese dell’utente, nella parte inferiore della stessa schermata ne saranno visibili altri 7, per un totale di 12. Il cambiamento nasce da una prima multa emessa dalla Commissione nel 2018 e successive azioni antitrust nei confronti di Google e dei grandi big del web.

Rispetto al recente passato i competitor di Google non dovranno più acquistare all’asta lo spazio (4 disponibili) per poter essere tra i browser proposti all’utente, ma avranno questa visibilità gratuitamente.

Servirà davvero ad affievolire il predominio di Google?