Il Fuorisalone 2025 si conferma un palcoscenico privilegiato per i brand che desiderano avvicinare i consumatori attraverso esperienze immersive, creatività e innovazione strategica.
Il tema di quest’anno, “Mondi Connessi”, ha ispirato installazioni che fondono design, tecnologia e narrazione, creando connessioni profonde tra marchi e pubblico. Un esempio emblematico è lo sgabello di Etro, distribuito come gadget durante l’evento e diventato rapidamente un oggetto di culto. Questo semplice elemento ha trasformato un omaggio in un potente strumento di branding, generando desiderabilità e viralità.
La sua estetica, che richiama l’identità del marchio, ha reso lo sgabello un simbolo tangibile dell’esperienza Etro. Altri brand hanno adottato approcci simili. Cassina, ad esempio, ha presentato “Staging Modernity” al Teatro Lirico, un’installazione che celebra la collaborazione con designer modernisti attraverso performance dal vivo e scenografie teatrali. Questa strategia ha permesso di trasformare l’evento in un’esperienza multisensoriale, rafforzando il legame emotivo con il pubblico.
Anche IKEA ha partecipato con l’esposizione “Do something. Change everything.” in via Vigevano, focalizzandosi su materiali sostenibili e design consapevole. Questa iniziativa ha mostrato come scelte progettuali responsabili possano influenzare positivamente la vita quotidiana delle persone.
In un contesto dove l’esperienza è centrale, il Fuorisalone diventa un laboratorio di marketing esperienziale.
I brand che riescono a creare momenti memorabili e significativi non solo attirano l’attenzione, ma costruiscono relazioni durature con i consumatori.
In un’epoca in cui l’autenticità e l’innovazione sono valori chiave, eventi come questo rappresentano un’opportunità unica per i marchi di raccontare la propria storia in modo coinvolgente e distintivo.

Youtube compie 20 anni!
Il 23 aprile 2005, YouTube caricava il suo primo video: Me at the zoo, un semplice filmato di 18 secondi che segnava l’inizio di una rivoluzione. Vent’anni dopo, YouTube è diventato uno dei più potenti strumenti di comunicazione globale.
YouTube ha dato vita a nuove professioni: youtuber, content creator, videomaker e streamer sono oggi carriere riconosciute, spesso altamente remunerative. Persone comuni hanno potuto costruire community, influenzare opinioni e guadagnare attraverso pubblicità, sponsorizzazioni e crowdfunding.
In due decenni, ciò che era nato come una piattaforma amatoriale si è evoluto in un ecosistema complesso, capace di dare voce a milioni di persone e di ridefinire il concetto stesso di comunicazione.
In un’epoca dove un brindisi può essere interrotto da una notifica e la convivialità sacrificata sull’altare dello scroll infinito, Heineken lancia una provocazione brillante (e funzionale): The Flipper. Più che una semplice custodia per smartphone, è un manifesto sociale in miniatura. Dietro a questa trovata c’è l’agenzia LePub e la geniale mente dell’inventrice Simone Giertz, già nota per le sue creazioni robotiche tanto folli quanto intelligenti.
Il concetto è semplice quanto geniale: grazie a una tecnologia AI di riconoscimento vocale, al sentire la parola “cheers”, un piccolo braccio robotico fa scattare la custodia ribaltando il telefono, mettendo in pausa il digitale per riattivare il reale. È un gesto simbolico e concreto allo stesso tempo: il mondo fuori dallo schermo merita la nostra attenzione.
Heineken si posiziona ancora una volta come brand che non solo accompagna i momenti di socialità, ma li difende. Lo fa affrontando il phubbing, l’abitudine di ignorare chi ci sta accanto per guardare il telefono, un comportamento sempre più diffuso che coinvolge quasi il 50% degli adulti, secondo la National Library of Medicine.
Il messaggio è chiaro: il vero brindisi è tra le persone, non tra le stories. In un panorama pubblicitario saturo di creatività autoreferenziale, The Flipper riesce a fare ciò che conta davvero: creare connessione. È un’azione concreta che trasforma un insight sociale in una soluzione visibile, utile e virale.
Strategicamente, Heineken dimostra una volta di più la sua capacità di fondere tech, umanità e umorismo, per difendere ciò che è alla base del suo brand: la vera socialità. Emozionare, far sorridere e far riflettere: The Flipper è tutto questo.
E forse, anche un piccolo passo verso un mondo con più brindisi e meno scroll.
