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Quello che Google sa di te

In passato ci siamo occupati di cookies, di pubblicità che ti inseguono e, dall’altro lato, della possibilità per le aziende di targhetizzare le proprie inserzioni. Tutti questi temi sono legati alla privacy e a ciò che i big di internet sanno di noi. Uno di questi, stiamo parlando di Google, ha messo a disposizione di (quasi) tutti un sito per poter controllare e gestire le informazioni che Google stesso ha accumulato: dall’età alle abitudini di navigazione, dal genere ai gusti personali.

Per potervi accedere bisogna possedere un account Google, ovvero basta avere una email “@gmail.com”, infatti è proprio dalla navigazione dopo aver effettuato l’accesso che il colosso del web raccoglie i dati.

È possibile disattivare in blocco la personalizzazione degli annunci oppure singoli interessi e caratteristiche. Disabilitare in toto o in parte questi dati vi farà vedere pubblicità meno in linea con i vostri interessi e gusti, a voi la scelta se questo sarebbe un male o un bene!

Hootsuite (il software di gestione di profili sociali) ha pubblicato il suo report annuale con i trend che domineranno i Social nel prossimo futuro. Una combinazione di dati è particolarmente significativa: secondo la ricerca il 68% delle persone intervistate ha ritenuto i contenuti proposti dai brand non interessanti, dall’altro lato viene confermato che la stragrande maggioranza degli utenti consuma passivamente i post senza interagire. La sfida per le aziende è quindi quella di individuare contenuti di valore nonostante la mancanza di reazioni positive o negative.

4 domande

Le FAQ, la raccolta di domande più frequenti che le aziende solitamente propongono nei propri siti web per dare una rapida risposta ai propri potenziali clienti, sbarcano anche su Instagram. Il social ha infatti messo a disposizione degli account aziendali la possibilità di impostare fino a 4 domande nella sezione direct message.

L’utente che ha deciso di contattare l’azienda attraverso Instagram potrà scegliere tra le domande che l’attività ha preimpostato sulla base della propria esperienza. Per l’utente in molti casi sarà una velocizzazione del contatto, infatti gli basterà cliccare sulla domanda già scritta per inviarla

L’utente in ogni caso potrà scrivere un messaggio di proprio pugno se tra le domande non c’è quella di suo interesse, ma avrà comunque l’impressione di un’azienda che presta attenzione alla propria clientela.