La nuova campagna “The Chosen One” di CUPRA ci invita ad adottare un cambio di prospettiva.
E lo fa riprendendo una delle scene più famose di “Harry Potter e la pietra filosofale”, quella in cui il protagonista si reca nel negozio Olivander per comprare la propria bacchetta magica.
Come nel film era la bacchetta a scegliere il mago e non viceversa, così avviene anche nello spot dell’auto.
Tom Felton, l’attore che interpreta il Draco Malfoy nell’adattamento cinematografico della saga, si ritrova in un’enorme stanza con teche e librerie su cui sono esposti diversi tipi di volante.”
Una consulente gli fa provare diverse opzioni, dal match che non funziona, che proprio come nel film scatena un’ondata di confusione e la rottura di oggetti, fino alla fatidica frase «I wonder if ….» che precede la scoperta dell’auto giusta.
L’idea è semplice ma d’effetto: riprodurre la sensazione del “click” perfetto che avviene quando un guidatore e la sua auto si incontrano.
Tutto giocando con una reference di pop culture cara al pubblico millennial e che precede l’arrivo della nuova serie adattamento dei romanzi in uscita a fine anno su HBO.

Vi ricordate del fenomeno Brat, l’album di Charli XCX che ha segnato l’estate 2024?
Recentemente Brent David Freaney, l’art director di specialoffer.inc, studio creativo che lavora nell’ambito della musica e della moda e che si è occupato anche di Brat, ha mostrato qual è stato il processo ideativo dietro la cover.
Partendo dalle indicazioni date dall’artista e dalla selezione delle immagini che aveva accumulato durante l’anno, ha esplorato i passaggi che ha seguito su Figma, compreso un fortunato errore di esportazione che ha dato vita all’effetto un po’ sgranato della scritta del titolo.
Cosa succede quando i grandi eventi, con tanto di sponsor e partner, entrano in contatto con brand non ufficiali?
Se ne è parlato molto durante i Mondiali di calcio in corso in cui alcune partite sono ospitate da stadi che portano il nome di brand che non sono sponsor di FIFA.
La federazione adotta una politica chiamata “clean stadium” che prevede di rimuovere o coprire tutti i riferimenti ai brand non sponsor dagli stadi. Così il Levi’s Stadium di Santa Clara per l’occasione è diventato il San Francisco Bay Area Stadium e il logo del marchio di jeans è stato oscurato da un telo bianco.
La copertura però non è bastata a mascherarne la sagoma, con la tipica forma ad ala di pipistrello, che è rimasta ben evidente per il pubblico.
Il brand ha subito colto quest’opportunità, coprendo con teli bianchi le insegne di molti dei suoi negozi, sostituendo le sue immagini profilo social con una versione censurata e pubblicando contenuti a tema come un video in cui l’etichetta rossa di un paio di jeans viene rimpiazzata da una bianca anonima.
Anche altri brand che si trovano in una situazione simile hanno seguito l’esempio: Gillette, per esempio, sui social ha pubblicato un’immagine della sua insegna al Gillette Stadium di Foxborough ricoperta della schiuma da barba, mentre Heinz ha creato una limited edition di confezioni di ketchup censurate.
